Sette punti.
Niente di più.
Un manifesto leggibile in tre minuti, che dice esattamente cos'è Claude Torino — e, forse più importante, cosa non è.
Non rispondiamo a nessuno tranne a chi viene. Nessuna agenda commerciale, nessun partner ufficiale, nessun deal di sponsorizzazione travestito da meetup.
I talk sono fatti da developer, founder e practitioner che Claude lo usano ogni giorno — non da chi l'ha visto una volta alla keynote.
L'ingresso è libero. L'aperitivo lo offre la location o uno sponsor trasparente (mai un sales pitch). Se un giorno qualcosa cambia, sarà scritto in prima pagina.
Preferiamo la demo imperfetta al pitch levigato. Preferiamo il bug vero al caso di studio astratto. Preferiamo chi dice "abbiamo sbagliato qui" a chi recita una success story.
Code of Conduct serio, applicato. Zero tolleranza per molestie, discriminazione, comportamenti tossici. Tutti sono benvenuti, a patto che rendano gli altri benvenuti.
Template, eval harness, pattern, slide — quando ha senso, finiscono in un repo community. Il sapere accumulato non deve morire in uno slack privato.
Siamo legati alla città. Location torinesi, speaker da Torino (e chiunque altro vuole venire), birra del posto. Questa è una community locale, con le porte aperte.
Fatti, non fuffa.
Due persone, un sacco di caffè.
Solution Architect con profonda esperienza in sistemi backend e cloud. Usa Claude da quando è nato — nel codice, nei design review, quando il caffè non basta.
Si occupa di mobile, backend e web, con un focus crescente su automazione e agenti AI. Claude è parte del suo flusso quotidiano, dal codice al design dei sistemi. Co-organizza GDG Torino; nel tempo libero vive tra il suo homelab e progetti da maker.